Articolo a cura di Paolo Maiocchi
Saper far ridere è una delle cose più difficili, lo sa bene Renato Pozzetto, un maestro nell’arte della comicità.
Quando si parla di un comico definizioni come maestro e arte sembrano inopportune o esagerate ma non è così.
Pozzetto, con il suo gergo surreale e la sua mimica, è una fonte di ispirazione per tanti ragazzi che della risata ne vogliono fare un mestiere.

Fin dagli inizi della sua carriera negli anni 60, insieme al suo grande amico Cochi, ha portato in scena espressioni, tormentoni e canzoni che parevano fuori da qualsiasi logica ma in realtà erano avanti di parecchi anni rispetto all’epoca.
Tutto questo grazie ad una “palestra” molto importante come il Derby, famosissimo locale milanese di cabaret, luogo dove hanno iniziato la carriera diversi comici diventati conosciuti dal pubblico.
Per un attore, sia che voglia far ridere o essere drammatico, il riscontro della gente presente in sala è fondamentale, aiuta a capire cosa si può migliorare e tempra il carattere quando ci sono fischi di disappunto o, peggio ancora, l’indifferenza.
Pozzetto ha sicuramente presentato un tipo di comicità che ha spiazzato il pubblico ma, nonostante ciò, il successo è stato quasi immediato. Anche nei suoi esordi televisivi quando la Rai era ancora legata ad un vecchio modello comico.
Se fosse un pittore lo definirei allegorico, capace di rappresentare una realtà astratta che non esiste agli occhi altrui, ma con uno stile poetico che ti conquista.
Quando è approdato al cinema, Pozzetto ha mantenuto il suo gergo surreale mescolandosi con situazioni tipiche della commedia all’italiana.

Un film come “Il ragazzo di campagna”, riproposto diverse volte sul piccolo schermo, è amato da tante generazioni di spettatori, tanti dei quali ricordano le battute ormai entrate nell’immaginario comune.
L’arte della comicità, questo ha saputo e sa ancora proporre Pozzetto. Uno stile capace di creare tormentoni con leggerezza, a differenza di molti comici odierni che abusano di tutto ciò rischiando di stancare la gente con battute prive di originalità.
Se un giorno dovessero istituire l’università del comico, Pozzetto avrebbe sicuramente una cattedra o aspirare alla carica di rettore per insegnare a tutti noi la leggerezza di un sorriso, per rendere più divertente e dolce la nostra vita.