Racconti

Azzurro

L’acqua è un elemento fondamentale nella nostra vita, è parte del nostro organismo e quando ne sentiamo il bisogno ci disseta.

Tuttavia può anche rappresentare qualcosa che ci incute timore o addirittura paura.

Ne sa qualcosa Leonardo quando da piccolo, con l’aiuto di suo padre, voleva imparare a nuotare ma era spaventato da quella “cosa” che ondeggiava e non stava ferma.

La presenza di papà era importante per lui, la sua mano forte pronta ad afferrarlo e sostenerlo quando rischiava di finire sott’acqua, un’immagine come metafora di vita.

Puoi avere tanti amici o conoscenti ma quando ti trovi in difficoltà o hai bisogno di un sostegno lo trovi in chi ti conosce da sempre.

La vita di Leonardo è stata come un treno in piena corsa senza fermate intermedie, l’università portata a termine con lode, un master negli Stati Uniti e, tornato in Italia, l’assunzione presso un importante studio di architettura.

Sono soddisfazioni che hanno riempito la sua esistenza ma non quanto la nascita di sua figlia Beatrice, la gioia più grande nata da un matrimonio finito male.

I rapporti con la ex moglie sono tornati sereni dopo che per tanto tempo si parlavano tramite avvocati, una separazione dolorosa che però gli ha permesso di riordinare le priorità della sua vita.

Il lavoro non era più al centro dei suoi pensieri, aveva bisogno di tornare a “respirare”.

Tramite un suo cliente aveva comprato una casa a pochi passi dal mare, era diventato un rifugio quando voleva staccare da tutto e tutti.

La mattina era solito passeggiare sulla spiaggia, i piedi accarezzati dall’acqua e in sottofondo il verso dei gabbiani come compagni di viaggio.

Era uno dei pochi momenti della giornata dove non portava con sé il telefono, sempre tempestato di chiamate e messaggi di lavoro anche in vacanza ma in quella mattinata aveva come un presentimento, un qualcosa che sentiva dentro di sé e, contro le sue abitudini, prese il cellulare.

Mentre era seduto sopra uno scoglio ad assaporare la brezza marina vede illuminarsi il display del telefono con il nome Beatrice.

“Ciao tesoro, che bella sorpresa, come stai?”

“Ciao papà, sto bene ma mi manchi tanto, avevo voglia di sentirti.”

“Anche io amore sento la tua mancanza, sono stati mesi molto intensi ma ci vedremo presto… anzi, io mi fermerò qui ancora per qualche giorno, se la mamma è d’accordo perchè non mi raggiungi? Dopotutto la scuola è finita, così possiamo fare ancora le nostre nuotate”.

“Sarebbe bellissimo, così passeremo un po’ di tempo insieme”.

“Ne parlerò con la mamma, mi raccomando fai la brava e non vedo l’ora di abbracciarti.”

“Anche io, ti voglio bene papà, a presto.”

“Un bacio tesoro”.

Leonardo se lo aspettava, un sesto senso che suo padre aveva con lui e che ha trasmesso a Beatrice, per non avere rimpianti del tempo che passa e per godere insieme dell’azzurro mare.

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