Racconti

Incontri casuali

La valigia è pronta per la partenza, regolo i conti alla reception dell’albergo e aspetto il taxi che mi porterà in stazione.

Questa è una parte della mia vita da quando lavoro al giornale, sempre inviato da un posto all’altro del mondo a seguire eventi o personaggi importanti e conosciuti.

Questa volta ritorno da Roma dove ho assistito al concerto di una famosa rockstar che mancava da molti anni nel nostro Paese.

La cosa che mi piace di più di questi eventi è che non li seguo dalla sala stampa come tutti i giornalisti, bensì in mezzo alla gente dove si respira l’elettricità e l’emozione che creano queste serate per rendere il mio racconto ancora più vero ed autentico da trasmettere al lettore.

Mi sento come un nomade della scrittura, che va alla ricerca di qualcosa da raccontare, è una vita che può sembrare disordinata ma mi piace perché rispecchia il mio carattere, libero ed un po’ solitario.

Finalmente sono sul treno che mi riporta a Milano, è un momento in cui mi posso rilassare e, se riesco, anche a schiacciare un pisolino.

Viaggiare sulle rotaie per me ha un effetto rilassante, quando racconto questa cosa molti mi prendono per pazzo ma per me è così, sarò matto ma almeno riposato e ricaricato.

Durante il mio sonno avverto una brusca frenata del treno che provoca la caduta di una persona che finisce addosso a me e tutto ciò, mi sveglia bruscamente.

Appena apro gli occhi e cerco di mettere a fuoco la mia vista, mi trovo davanti il volto di una ragazza.

“Mi scusi, mi scusi” si affanna a dire “stavo passando in questo scompartimento per cercare un posto libero, trovandolo di fronte a lei mi sono fermata ma poi è successo che mi sono trovata addosso a lei, si è fatto male?”

“No, solamente che è un modo un po’ insolito per svegliarmi, comunque non si preoccupi, tutto ok.”

“Meno male”, sospira lei sedendosi di fronte a me. Togliendosi il cappello di lana, scioglieva dei bellissimi capelli biondi illuminati dal sole che penetrava dal finestrino.

“Almeno vedo qualcosa di bello davanti a me” pensavo nella mia mente.

Tra i suoi bagagli, vedevo spuntare l’obbiettivo di una macchina fotografica, magari sarà una turista ma non approfondisco la cosa.

Arrivati a Milano riprendo i miei bagagli, un breve cenno di saluto e scendo dal treno per ritornare a casa.

Il giorno seguente, mi presento in redazione davanti al direttore per presentargli il mio articolo e parlare di altri aspetti della trasferta.

“Prima di parlare di questo, ho una sorpresa per te” mi anticipa e quando fa così mi preoccupa.

“Entra pure” e dalla porta chi rivedo? La ragazza del treno.

“Ti presento Giulia, la nostra nuova fotoreporter che ti affiancherà nel tuo lavoro”.

I nostri sguardi si incrociano un po’ divertiti ed imbarazzati.

“Mah… per caso già vi conoscete?” domanda il direttore.

“Più che altro ci siamo già scontrati…comunque piacere, mi chiamo Paolo, felice di rincontrarti.”

“Piacere mio, spero di poter imparare tanto da te”

“Non dire così, mi fai sentire vecchio”.

Questo mestiere mi riserva sempre delle sorprese, alle volte sono rotture di scatole, stavolta è una novità piacevole. Lavorare con una donna è stimolante perché hanno un sesto senso ed una sensibilità che sono importanti nel raccontare una storia, anche attraverso le fotografie.

Che sia l’inizio di una importante e buona collaborazione.

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