Racconti

Dialogo con Leo

– Ciao Leo, come stai?

– E tu chi sei? Non sei il mio papà.

– No, non sono tuo padre, ma ti conosco meglio di lui, sono te tra qualche anno.

– Mi stai prendendo in giro?

– No, non lo farei mai, sono venuto a cercarti perché avrei voglia di dirti delle cose, non voglio farti prediche o insegnarti qualcosa anche perché pure io ho ancora tanto da imparare. Ecco, con questo mi sento di dirti di non perdere mai la voglia di imparare, di essere curioso e di stupirti delle cose. Noi adulti spesso ce ne dimentichiamo.

– In questi giorni con la maestra stiamo imparando a leggere e scrivere. Mi piace unire le lettere dell’alfabeto per fare delle parole, mi diverte.

– Ma dimmi una cosa, a te la maestra fa paura?

– No, anzi! Con noi è molto brava e gentile.

– Sai perché ti chiedo questo? Per te è la prima volta che ti trovi di fronte ad un’autorità che non siano i tuoi genitori. Ne troverai tante nel corso della tua vita ma non ti deve preoccupare. Così come non devi temere la paura. La gente a volte si vergogna di avere paura ma dopotutto è la sorella minore del coraggio, ti aiuta a non essere superficiale e, se la prendi nel modo giusto, non ti ostacolerà ma ti aiuterà.

– Senti zio, mi accompagni a prendere un gelato?

– Certo, vedi? Questa è una delle cose che accomuna tutti, grandi e piccoli.

Lo zaino sulle spalle, quaderni grandi dove imparare a scrivere e iniziare il tuo percorso di vita e conoscenza.

Caro Leo, conservali con cura quando sarai grande, saranno per sempre una parte di te.

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