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Breve storia della stesura e pubblicazione del mio primo libro di poesie

Una montagna da scalare. Può sembrare una metafora azzardata paragonare una fatica fisica con l’arte poetica ma, partendo da zero, pubblicare il primo libro non era per nulla scontato.

Per prima cosa si presentava un ostacolo che conosco da tutta la vita: me stesso

Le mie remore erano piuttosto dure da scardinare, vuoi per colpa del mio carattere spesso restio nel lasciarsi andare e poco incline ad accettare giudizi altrui, specialmente da coloro che non hanno alcuna competenza in materia di scrittura.

Giudicare è un verbo che non mi attrae. Ma poi il giudizio di cosa? Non sono in un’aula di tribunale dove difendermi da qualche accusa. E dopo tutto questo film mentale che mi girava nella testa, sciolgo ogni dubbio e mi dedico al lavoro della pubblicazione.

Inizialmente la domanda che mi ero posto era “come pubblicare il mio libro?”.

Decisi di farlo in modalità on line perché la ritenevo più adatta ad un libro di poesie per darle un tocco di modernità.

Anche perché, con un genere letterario di questo tipo, la nicchia di pubblico che potrebbe attirare non è molto ampia. Quindi meglio qualcosa che sia fruibile in modo più immediato. Come richiede l’epoca in cui viviamo che “brucia” tutto alla velocità della luce.

Mi sono aperto un account Amazon per la pubblicazione per registrarmi come autore: una parola che mi faceva un certo effetto.

Per la serie “non si finisce mai di imparare” dovevo destreggiarmi nel lavoro di impaginazione del libro. Non contento e sempre pronto a complicarmi le cose, la mia mente “malata” si fa venire l’idea di voler accompagnare le poesie con fotografie e disegni.

E qui si raddoppia. Non uno ma due pubblicazioni, tutto questo per cercare un equilibrio tra parole ed immagini.

Ho preso in mano il telefono per cercare tra i miei contatti chi potesse aiutarmi nel trovare qualcosa che si sposasse bene con i miei scritti. 

Volevo che ci fosse un filo artistico tra le tre espressioni (poesie, fotografia e disegno).

Tramite un amico conobbi un fotografo professionista al quale poter presentare la mia idea. Tra le varie chiacchiere ci tenevo a sottolineare una cosa: doveva scattare una “scintilla creativa” senza forzature.

Lasciai il mio manoscritto al ragazzo. Non volevo una risposta affrettata ma dargli il tempo necessario per trovare l’ispirazione. Perché alla fine di questo si tratta: ispirare e lasciarsi ispirare.

Nel frattempo per la parte riguardante i disegni se ne occupò una ragazza che aveva intrapreso il percorso da libero professionista e per lei poteva essere un’occasione e un banco di prova.

Ad un certo momento pensai che questa potesse essere l’unica versione del libro. Il fotografo non lo avevo sentito per qualche settimana, non volevo insistere perché pensai di non aver colpito la sua immaginazione leggendo le poesie. 

Lo avrei accettato nella mia filosofia “zero forzature”.

Invece, un giorno qualunque, mi arriva un whatsapp dove non solo mi fa capire che la cosa lo interessa ma mi invia un elenco di fotografie da abbinare a ciascuna poesia. Una sorta di viaggio per coinvolgere il lettore.

In questo mi affidai parecchio al suo istinto creativo. Quelle immagini rappresentano quel tocco in più per esaltare il libro. Oltre alla parte riguardante i disegni anch’essa riuscita molto bene.

E qui entravo in gioco io. 

Dovevo occuparmi della parte di impaginazione. Non vi dico i casini che ho fatto.

Premetto che mi sono fatto consigliare da chi ne sa più di me. All’inizio sembrava che ci fosse qualcosa che non era in sintonia con la struttura dell’opera: paragrafi riportati nella pagina successiva, immagini che non coincidevano con la poesia appropriata….e tanto altro ancora.

Dopo notti insonni arrivai al sospirato risultato finale. Anzi doppio perché come dicevo le pubblicazioni sono due.

Finalmente la parte più emozionante. La pubblicazione dei libri. Il momento che lanci il tuo messaggio nel mondo e chissà che qualcuno lo possa cogliere.

Effettuata la registrazione seguendo i vari passaggi, aspettai qualche giorno per ottenere l’approvazione della mia idea.

In piena notte mi arrivò la mail, non di sogni d’oro ma poco ci mancava, che i miei scritti erano on line e disponibili alla vendita.

Poche volte ho provato una simile soddisfazione. Potrebbe sembrare una piccola cosa ma per me ha un significato. Mi sentivo un autore vicino a tanti altri affermati. Aver creato uno spazio creativo come posto nel mondo. 

E non finisce qui.

Articolo di Paolo Maiocchi

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