Devo essere sincero. Probabilmente non sono la persona più adatta per rispondere a questa domanda ma visto che l’argomento è stato scelto dal sottoscritto….come si dice : “Hai voluto la bicicletta? E adesso pedala!”
Perché questa premessa?
Nel mio percorso creativo iniziato qualche anno fa a volte mi sono ritrovato a lottare con i miei “sbattimenti”. In parole povere con me stesso.
Non è che avessi chissà quali aspettative, da questo punto di vista sono sempre stato con i piedi per terra. Sognatore e realista.
Il problema è che pretendevo troppo dal sottoscritto. Avevo l’idea che quando iniziavo a scrivere un racconto, un articolo, l’inizio del romanzo o semplicemente un pensiero dovevo assolutamente stupire, lasciare a bocca aperta chi aveva voglia e pazienza di leggere quello che ideavo.
Quanti scritti lasciati a metà o abbandonati del tutto perché non mi sentivo soddisfatto. Una ricerca perenne alla quasi perfezione.
“Chi me lo fa fare? Perché continuare a perdere tempo?” tutte domande che mi rimbalzavano nella testa senza trovare risposta.
In realtà stavo sbagliando tutto o quasi. Esprimere la propria creatività deve essere fonte di benessere, un piacere che ci concediamo per dare colore alla nostra vita.
Alla base di tutto c’è la leggerezza d’animo e non cercare di essere come macchine infaticabili e indistruttibili.
Ci sono momenti in cui le nostre idee non ci soddisfano o semplicemente non ne abbiamo. Niente forzature per lasciare passare il periodo di “buio creativo”.
La creatività non è una lampadina che accendi o spegni quando vuoi ma è un’ispirazione che si trasforma in un dono da custodire e proteggere.
Come ho scritto in altri articoli non fatevi troppe aspettative per non essere delusi. Inizialmente l’approccio deve essere “easy”. Come dicono quelli bravi.
Poi se con costanza e perseveranza riuscirete a vivere e mantenervi con la vostra arte è tanto di guadagnato.
Senza forzature. Forti ma leggeri.