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Come evolversi in un percorso creativo personale?

Studiare, studiare, studiare. Sia ben chiaro, non ho intenzione di aprire una scuola. Quello che voglio dire è che in ogni percorso di crescita è necessario se non fondamentale imparare da coloro che ne sanno più di noi. Da chi è bravo per davvero.

Se si vuole scrivere è utile leggere non solo gli autori che preferiamo o generi che ci ispirano. Dovremmo apprendere anche da scritti che possono essere “lontani” da noi ma che offrono degli spunti da tenere in considerazione.

Un cantante che vuole comporre canzoni guarda a chi ha lasciato delle tracce importanti nella musica.

Lo stesso vale per qualsiasi forma d’arte. Non ci deve essere invidia per coloro che hanno ottenuto risultati importanti ma una cosa sola: ispirazione.

Non bisogna essere la “brutta copia” perché rimanere se stessi è fondamentale ma ci sono geni che ci possono insegnare qualcosa attraverso le loro opere.

La formula è semplice: Studiare+farsi “contaminare”+applicarsi= evoluzione creativa.

Articolo di Paolo Maiocchi

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Cinque consigli per rapportarsi alle critiche degli altri

Breve manuale di come “sopravvivere” alle critiche altrui.

  1. Considerare bene il “livello” di chi pone la critica. Se non ha alcuna competenza in materia, lasciate cadere nel vuoto. Ancora meglio…sbattetevene le palle.
  2. Se chi vi parla è competente, raccogliete le parole e gli spunti che possono arricchire il vostro bagaglio creativo.
  3. Percorrete la strada senza voltarvi indietro o ai lati. Il percorso è solo vostro e non di altri.
  4. Sorridete. Lo so, non è facile neanche per me ma sentire certe cose vi assicuro che porta a questo.
  5. Prendete il lato positivo. Se qualcuno perde tempo a straparlare di ciò che fate significa che non ha molto di utile da fare nella sua esistenza. Siete su un altro piano rispetto a loro.

Sono suggerimenti che sembrano semplici ma non così facili da applicare…facciamolo insieme.

Articolo di Paolo Maiocchi

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Fare=Evolvere, un esercizio creativo

Stare seduti sul divano ad aspettare l’ispirazione è una perdita di tempo.

Quando la creatività deve essere messa in moto, si pensa a qualcosa di istintivo, di irrazionale, che parte da dentro (dal cuore, dallo stomaco o…mi fermo qui per non citare altre parti).

Tutto ciò è vero ma deve essere accompagnato dalla pratica, un esercizio continuo.

Non immaginate quanti Google.docs ho cancellato e riscritto dall’inizio, perché non ero soddisfatto o, rileggendo, non ero contento del lavoro svolto. Perché si può partire con un’idea ma nulla ci vieta che possa essere modificata o stravolta completamente.

Ovviamente sentirsi ispirati è necessario per creare un’idea che ci balla nella testa, altrimenti meglio fermarsi per non andare in corto circuito.

Io stesso quando scrivo appena sento che diventa una forzatura, preferisco fermarmi e far riposare la mia creazione.

Ma la cosa che mi ha aiutato di più è l’esercizio: scrivere, scrivere e ancora scrivere. Non importa in quale forma, buttate fuori tutto quello che avete dentro senza preoccupazioni. Non ci sono limiti di velocità e di spazio. Poi una volta terminato va sempre riletto per correggere o modificare alcune parti, togliere le imperfezioni. Se volete fatelo anche con una persona fidata e competente: quattro occhi vedono meglio di due.
Senza stravolgere il vostro operato perché lì dentro non c’è nessun altro, ci siete voi.

Articolo di Paolo Maiocchi

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Come affrontare le incomprensioni degli altri quando sei un creativo

Argomento molto delicato. 

A volte le incomprensioni fanno parte della nostra vita, o meglio spesso, molto frequentemente….insomma ci siamo capiti.

Succede con le persone che conosciamo molto più che con estranei. 

Perché? Molto semplice, hanno un’immagine ben definita di noi che, nel vederci sotto un’altra veste, è difficile da scalfire.

Non che il nostro profilo sia negativo, tutt’altro. Ma quando si mostra un lato sconosciuto c’è come un effetto sorpresa, anche di smarrimento.

Per esempio, quando mi sono aperto ad altri riguardo la passione della scrittura, sono come scesi da un altro pianeta.

Non ci sono rimasto male anzi, mi piace sorprendere le persone per qualcosa di bello, di costruttivo, far vedere un altro lato del mio carattere.

Chiaramente non tutti sono così, ci sono coloro che soffrono per non essere capiti o addirittura accettati nel loro spirito creativo ma io vi dico: è proprio necessario stare male?

Lo sappiamo che il mondo è difficile e bisogna cercare di sopravvivere, di stare a galla. Allora concentratevi su voi stessi, la vita è fatta di incontri e troverete persone che apprezzeranno quello che create

Saranno poche? Non importa…saranno buone.

Articolo di Paolo Maiocchi

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Come vincere la paura di esprimersi in qualsiasi forma creativa

Giudizio è una parola che dovrebbe essere cancellata dal vocabolario.

Lo so, detta così è un’affermazione forte che può sembrare azzardata. Ma se ci pensate bene non è proprio così.

Quando abbiamo nella testa un’idea, un obiettivo o qualcosa da raggiungere o realizzare, inconsciamente il nostro cervello ci porta a pensare cosa potrebbero pensare gli altri, soprattutto coloro che fanno parte della nostra vita.

Capita alle persone sensibili (mi ci metto anche io nella lista) ma si sa, essere creativi comporta avere un minimo di emotività.

In questo caso servirebbe quella sfrontatezza di chi si sente sicuro di sé e non teme parole e pensieri altrui.

Ma non necessariamente bisogna essere così.

Provate ad immaginare il vostro spazio creativo come una casa. Avete scelto l’arredamento secondo i vostri gusti e preferenze, avete imbiancato le pareti del colore che più gradite e, dopo aver messo in ordine, volete invitare gente per mostrarla come frutto del vostro lavoro ed impegno.

La creatività è questa. Scrivere, dipingere, suonare o tante altre cose sono un’espressione di voi stessi e, soprattutto quando siete all’inizio del vostro percorso creativo, apritevi verso persone che possano ascoltare questo vostro bisogno. Ascolto e non apprezzamento, perché sul gradimento altrui non possiamo avere nessun potere, dipende dall’animo di chi recepisce il vostro lavoro e sviluppa una propria opinione.

Questo per proteggervi da assurdi giudizi di chi non ha nessuna competenza ma tende solo a sminuire la fatica altrui.

Perché il vostro spazio ve lo siete creato seguendo l’istinto di chi ha voglia di esprimersi senza limitazioni ed è giusto che tutto ciò venga rispettato. Come quando si entra in casa altrui e non si mettono i piedi sul tavolo.

Vedrete che con l’esercizio continuo e ripetuto, verrà naturale non farsi condizionare da nulla e nessuno, un vero e proprio rimedio per superare limiti e paure.

Articolo di Paolo Maiocchi

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Quando senti quella spinta potentissima: riconoscere il bisogno creativo

Gli stimoli nella vita possono essere molteplici.

Nascono dalle nostre volontà, da desideri inconsci, da incontri con persone che conosciamo oppure da sconosciuti che ci accendono una “lampadina”.

La creatività si nutre di tutto ciò che ci circonda, facendo però molta attenzione ad evitare elementi che la possano offuscare, quasi detonare.

L’ambiente che ci circonda può influire positivamente o negativamente nel nostro processo creativo. E allora come fare ad eliminare le “scorie radioattive?”

Semplice…almeno a dirsi. Serve il nostro istinto, soprattutto nella fase embrionale della nostra idea quando tutto deve essere chiarito e portato alla luce del sole.

Dove si sente puzza di bruciato è lì che bisogna intervenire con il proprio sesto senso per eliminare gli ostacoli o gli impedimenti che potrebbero danneggiarci.

Nel mio caso posso dirvi che tutto parte dallo stomaco e non è per qualcosa che ho mangiato di pesante. Da quel punto parte il mio processo creativo, quando senti che la tua idea sta per nascere e senti quelle farfalle che svolazzano dentro di te, un po’ come quando si è innamorati.

Ovviamente stiamo parlando di una fase irrazionale della possibile creazione artistica, successivamente ci vuole un piano d’azione ben preciso per dare ordine alle proprie idee e darsi uno schema lavorativo.

Certamente quando si pensa alla creatività la parte più irrazionale di noi viene alla luce ma poi deve subentrare la “sorella maggiore”, quella razionalità che porta il pragmatismo necessario per passare all’azione concreta e mettere nero su bianco ciò che abbiamo in testa e nel cuore.

Come costruire una casa, serve il progetto architettonico ma poi ci vogliono i manovali che mettono in piedi la struttura.

Nel caso in cui le idee fossero troppe o si creasse un groviglio nel proprio cervello con il rischio di andare fuori giri, sarebbe utile fare “decantare” la propria idea, quasi a farla riposare per non disperdere la spinta propulsiva che porta con sé.

Allora è fondamentale sapersi distrarre, pensare o fare altro, quasi a dimenticare. Fare una passeggiata, girare con la moto, andare a pescare, partire per un’isola deserta (per chi ne ha la possibilità), insomma non renderla un’ossessione anche se in parte già lo è.

Questo per essere liberi di testa, avere quella leggerezza di pensiero che rende tutto più fluido, per scrivere un libro, dipingere un quadro, realizzare una scultura, suonare uno strumento; buttarsi in quello che vi è più consono non solo come artisti ma come esseri umani liberi.

Articolo di Paolo Maiocchi

PS: Hai un’idea creativa e vuoi fare quattro chiacchiere con me?

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L’importanza di saper dare valore ai propri sogni e alle aspirazioni

Dicono che sognare non costi nulla.

In effetti è proprio così, essendo una delle poche cose presenti nella nostra vita che non necessita di avere un portafogli nella tasca. Possono contenere tantissimi desideri come creare una famiglia, avere una bella casa, diventare milionari, trovare l’amore e tanto altro ancora.

Nell’ambito creativo le opzioni sono tantissime e dipendono dalla propria indole, quale inclinazione abbiamo e dove ci potrà portare.

Ad esempio il mio “pallino” è la scrittura e vorrei svilupparla nel migliore modo possibile, un cammino lungo che sto ancora percorrendo dove non necessariamente devi avere una meta finale ma una serie di passaggi da superare di volta in volta.

Tutto è iniziato con scrivere delle poesie, senza troppi pensieri e mettendo nero su bianco i propri sentimenti. Come un pilota che ama il brivido della velocità, una necessità che nasce da un bisogno inconscio.

Qualcosa che parte da dentro la propria anima ed ha la spinta e la voglia di uscire, di esprimersi e lanciare nel mondo il proprio messaggio.

Proprio come nei sogni non ci devono essere limiti e non dobbiamo averli nemmeno noi, niente paletti che ci possano condizionare.

Abbiamo già la nostra vita che, per diverse circostanze, ci porta a “limitarci” e a chiuderci le ali.

Scrivere un romanzo per me significa proprio questo, poter agire e fare interagire diversi personaggi e creare le dinamiche per creare una storia che, oltre alla propria immaginazione, deve avere un filo logico.

Posso capire che razionalità e creatività sono due parole che vanno in rima ma si trovano agli estremi opposti di una stessa corda. Il segreto è non spezzare questo equilibrio molto sottile, dosare bene gli ingredienti come quando si prepara una torta per renderla gustosa e gradevole al palato. Chi legge deve sentirsi leggero e coinvolto negli occhi che scorrono le parole e nell’anima che raccoglie le emozioni.

Ecco perché avere un piano d’azione è fondamentale quando la nostra idea è in fase di costruzione, come un diamante grezzo da sgrezzare (va beh… qui mi sono lasciato andare).

Mai perdere il sacro fuoco del proprio istinto e la concretezza per realizzare la propria opera.

Articolo di Paolo Maiocchi

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Creatività, il motore della vita di ognuno di noi

Ci sono delle necessità primarie alle quali non possiamo rinunciare semplicemente perché senza di esse non riusciremmo a sopravvivere (mangiare, bere, dormire, fare l’amore… anche se in quest’ultimo caso non tutti sono fortunati, ecc. ecc.).

Altre invece sono più nascoste, più difficili da sentire. Non è un problema di udito bensì di sentimento.

Puro e semplice.

Vi starete chiedendo cosa c’entrano i sentimenti con dei bisogni primari? Magari non ve ne frega niente ma ve lo dico lo stesso.

Tutto parte dalle emozioni che nascono dentro di noi. Possono essere positive o negative ma in entrambi i casi sono la fonte per far emergere un impulso creativo.

Lo scrittore che si appresta a scrivere un romanzo, un regista nel dirigere un film, un pittore nel dipingere un quadro, uno scultore con un’opera d’arte, un poeta con una poesia e tanti altri casi. Tutti quanti spinti dal desiderio e dalla necessità di esprimere ciò che sentono senza alcun freno o limite imposto da fattori esterni.

Nel mio caso posso dirvi che tutto è nato da un vecchio diario scolastico finito in qualche scatolone di cose da sistemare o buttare.

Attratto dalla curiosità e sfogliando le pagine consumate dal tempo, mi ritrovo a leggere alcuni scritti o poesie e mi domando: “ma dove era finito tutto questo?

Sì, perché per diversi anni avevo nascosto questo desiderio di raccontare o raccontarsi passato in secondo piano per dedicarsi alle battaglie quotidiane della vita.

Un tesoro prezioso che possiede ognuno di noi ma che tanti non sanno di avere.

Per esercitarlo non serve essere chissà quali artisti o avere grandi capacità. Ad esempio può essere un gesto creativo cambiare qualche abitudine appesantita dalla routine e renderla più leggere, cambiare percorso alla mattina nelle nostre faccende giornaliere (intendo modificarlo, non allungarlo…va bene essere originali ma meglio non incasinarsi).

La creatività è un esercizio al cambiamento, quello sano, quello necessario, quello che spaventa ma che aumenta l’adrenalina nel provarci, nel non arrendersi.

Soprattutto l’approccio creativo è un errore. Avete letto bene, un errore. Quanti fogli strappati e buttati nel cestino alla ricerca di una frase che arrivi al cuore. Quante note stonate prima di arrivare a quella più orecchiabile. Quanti colori su un telo bianco alla ricerca della tonalità desiderata.

Insomma l’arte è la capacità di rialzarsi quando si finisce a terra ma c’è sempre quella vocina pronta a sussurrare: “Un’altra volta. Provaci ancora!”

La creatività non conosce età dove gli anni sono semplicemente un numero. Un luogo alla portata di tutti per essere liberi sognatori.

Articolo di Paolo Maiocchi

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