Realizzare questo sogno per un creativo non dico che sarebbe come scoprire la ricetta della felicità….ma poco ci manca.
Non bisogna illudersi, è molto difficile realizzare una cosa del genere perché gli ostacoli sono tanti ed anche i percorsi sono infiniti. Come correre una maratona dove più si avvicina il traguardo e la fine dell’agonia ma trovi uno stronzo che sposta l’arrivo qualche chilometro più in là.
Lo stronzo (scusate la ripetizione e il francesismo) non è esattamente una persona specifica o qualcosa di ben definito.
Possono essere circostanze della vita che ci portano su una strada a noi poco congeniale. Oppure per necessità di sopravvivenza.
A volte la nostra esistenza è come una biglia impazzita che non puoi controllare ed è un paradosso: il “nostro” quotidiano appeso ad un filo che non governiamo noi.
Possono sembrare discorsi astratti ma se ci pensate è una linea sottile che può indirizzare ad una via piuttosto che un’altra.
Se parlo di me non ho frequentato scuole specifiche per raggiungere una professione creativa. Sono quello che si definisce un autodidatta. Errore mio non averle frequentate o fidarsi del proprio istinto?
Sinceramente non saprei. Non ho rimpianti perché non servono a nulla e non si vive nel passato.
Avere una macchina del tempo che ti porta a viaggiare nel futuro dove poter costruire qualcosa. Senza “sbattimenti” generali (non è un italiano perfetto ma rende l’idea di quello che voglio comunicare).
Mi capita di pensare alle parole di un mio amico il quale ha lavorato per anni in un contesto creativo o presunto tale. Parlando professionalmente mi faceva notare come fosse complicato avere un’idea vincente e costruttiva ogni santo giorno. Una routine.
Perché un lavoro ti chiede principalmente di compiere le stesse azioni. Come una catena di montaggio. Macchine al servizio di altri.
Allora mi viene un dubbio: lavorare creativamente è impossibile?
Un artista realizza le sue opere quando si sente ispirato e non perché timbra un cartellino.
Insisto sempre nel concetto di ritagliarsi uno “spazio creativo” dove buttare fuori ciò che si ha nell’anima. Anche io non ho finito di sperimentare e di ricercare uno spazio professionale. Chi vorrà leggere questo pezzo sappia che siamo sulla stessa barca dove se entra dell’acqua dobbiamo subito buttarla a mare per non affondare.
Dobbiamo essere così, liberi e coraggiosi.
Il nostro porto lo raggiungeremo.
Articolo di Paolo Maiocchi