Ci sono delle necessità primarie alle quali non possiamo rinunciare semplicemente perché senza di esse non riusciremmo a sopravvivere (mangiare, bere, dormire, fare l’amore… anche se in quest’ultimo caso non tutti sono fortunati, ecc. ecc.).
Altre invece sono più nascoste, più difficili da sentire. Non è un problema di udito bensì di sentimento.
Puro e semplice.
Vi starete chiedendo cosa c’entrano i sentimenti con dei bisogni primari? Magari non ve ne frega niente ma ve lo dico lo stesso.
Tutto parte dalle emozioni che nascono dentro di noi. Possono essere positive o negative ma in entrambi i casi sono la fonte per far emergere un impulso creativo.
Lo scrittore che si appresta a scrivere un romanzo, un regista nel dirigere un film, un pittore nel dipingere un quadro, uno scultore con un’opera d’arte, un poeta con una poesia e tanti altri casi. Tutti quanti spinti dal desiderio e dalla necessità di esprimere ciò che sentono senza alcun freno o limite imposto da fattori esterni.
Nel mio caso posso dirvi che tutto è nato da un vecchio diario scolastico finito in qualche scatolone di cose da sistemare o buttare.
Attratto dalla curiosità e sfogliando le pagine consumate dal tempo, mi ritrovo a leggere alcuni scritti o poesie e mi domando: “ma dove era finito tutto questo?”
Sì, perché per diversi anni avevo nascosto questo desiderio di raccontare o raccontarsi passato in secondo piano per dedicarsi alle battaglie quotidiane della vita.
Un tesoro prezioso che possiede ognuno di noi ma che tanti non sanno di avere.
Per esercitarlo non serve essere chissà quali artisti o avere grandi capacità. Ad esempio può essere un gesto creativo cambiare qualche abitudine appesantita dalla routine e renderla più leggere, cambiare percorso alla mattina nelle nostre faccende giornaliere (intendo modificarlo, non allungarlo…va bene essere originali ma meglio non incasinarsi).
La creatività è un esercizio al cambiamento, quello sano, quello necessario, quello che spaventa ma che aumenta l’adrenalina nel provarci, nel non arrendersi.
Soprattutto l’approccio creativo è un errore. Avete letto bene, un errore. Quanti fogli strappati e buttati nel cestino alla ricerca di una frase che arrivi al cuore. Quante note stonate prima di arrivare a quella più orecchiabile. Quanti colori su un telo bianco alla ricerca della tonalità desiderata.
Insomma l’arte è la capacità di rialzarsi quando si finisce a terra ma c’è sempre quella vocina pronta a sussurrare: “Un’altra volta. Provaci ancora!”
La creatività non conosce età dove gli anni sono semplicemente un numero. Un luogo alla portata di tutti per essere liberi sognatori.
Articolo di Paolo Maiocchi










